[...] Sierva Marìa non capì mai cosa ne era stato di Cayetano Delaura, perchè non aveva fatto ritorno col suo cestello di delizie dei portici e le sue notti insaziabili.
Il 29 maggio, ormai senza fiato, sognò di nuovo la finestra aperta su un campo coperto di neve, dove Cayetano Delaura non c'era nè ci sarebbe mai più stato.
Aveva in grembo un grappolo di uva dorata, i cui acini si riproducevano appena se li era mangiati. Tuttavia questa volta non li spilluzzicava a uno a uno, ma a due a due, quasi senza respiro per l'ansia di spogliare il grappolo fino all'ultimo acino.
La guardiana che entrò a prepararla per la sesta seduta di esorcismi la trovò morta di amore sul letto con gli occhi raggianti. [...]
Quando indugio a contemplare il mio stato e a guardar la strada lungo cui mi hai condotto.
Io finirò per abbandonarmi senza arte a chi saprà perdermi e finirmi.
G.G.Màrquez.
[Dell'amore e di altri demoni]





