19 febbraio 2011

Quando vedrò il tuo sogno brillare negli occhi te lo dirò.




'Lì dove è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.'
Parte il solito gioco.
«Jovanotti!»
«No.»
«Max Pezzali?»
«No.»
«Elisa?»
«No. Più indietro...»
«Battisti?»
«No.»
«Ci sono!»
Urlo dal fondo allargando le braccia in un gesto plateale che prelude al trionfo:
«Zio Paperone!»
La classe esplode in una risata.
Anche Gandalf sorride, tace. Ci fissa e poi dice:
«Gesù Cristo.»
«Ma che significa la frase?»
«Significa che quando ci sembra di non pensare a niente, in realtà noi pensiamo a quello che ci sta a cuore. L'amore è una specie di forza di gravità: invisibile e universale, come quella fisica. Inevitabilmente il nostro cuore, i nostri occhi, le nostre parole, senza che ce ne rendiamo conto vanno a finire lì, su ciò che amiamo, come la mela con la gravità.»
«E se non amiamo nulla?»
«Impossibile. Te la immagini la Terra senza gravità? O lo spazio senza gravità? Sarebbe un continuo autoscontro. Anche chi pensa di non amare nulla ama qualcosa. E i suoi pensieri vanno lì, senza che se ne renda conto. Il punto non è se amiamo o no, ma cosa amiamo. Gli uomini adorano sempre qualcosa: la bellezza, l'intelligenza, il denaro, la salute, Dio...»
«Come si fa ad amare Dio, che non si tocca?»
«Dio si tocca.»
«Dove?»
«Nel suo corpo, con l'eucarestia.»
«Ma prof, quello è un modo di dire... un'immagine...»
«E vi sembra che io possa giocarmi la vita per un modo di dire? E tu cosa ami, Leo, a cosa pensi quando non pensi a niente?»
«Io penso al rosso.»
Qualcuno ride facendo finta di aver colto una battuta che non ho fatto.
Gandalf ha capito che non scherzo.
«E com'è il rosso?»
«Come i suoi capelli...»
Gandalf mi fissa negli occhi, anzi: dentro gli occhi. Sorride:
«Anche per me è così...»
«E com'è?»
«Come il suo sangue.»
Va alla lavagna e scrive in silenzio: 'Il mio amore è bianco e vermiglio'
E ricomincia il gioco.


... io invece sono contento che abbia questo sogno.
Quando ne parla le brillano gli occhi, come brillano gli occhi del Sognatore quando spiega. Come brillavano gli occhi di Alessandro Magno, di Michelangelo, di Dante.
Secondo me quello è il sogno giusto. Le chiedo di guardare i miei occhi e di dirmi quando brillano, così forse scopro il mio sogno mentre le parlo di qualcosa e magari sono distratto e non me ne accorgo.
Lei ci sta.


D.A.
[Bianca come il latte, rossa come il sangue]




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