24 ottobre 2010

Intanto tu strazi le erbe con i tuoi passi.




"Entrate in un giardino di piante, d'erbe, di fiori. Sia pur quanto volete ridente. Sia nella più mite stagione dell'anno. Voi non potete volger lo sguardo in nessuna parte che voi non vi troviate del patimento. Tutta quella famiglia di vegetali è in istato di souffrance, qual individuo più, qual meno.
Là quella rosa è offesa dal sole, che gli ha dato la vita; si corruga, langue, appassisce. Là quel giglio è succhiato crudelmente da un'ape, nelle sue parti più sensibili, più vitali. Il dolce mele non si fabbrica dalle industriose, pazienti, buone, virtuose api senza indicibili tormenti di quelle fibre delicatissime, senza strage spietata di teneri fiorellini. Quell'albero è infestato da un formicaio, quell'altro da bruchi, da mosche, da lumache, da zanzare; questo è ferito nella scorza e cruciato dall'aria o dal sole che penetra nella piaga; quello è offeso nel tronco, o nelle radici; quell'altro ha più foglie secche; quest'altro è roso, morsicato nei fiori; quello trafitto, punzecchiato nei frutti. Quella pianta ha troppo caldo, questa troppo fresco; troppa luce, troppa ombra; troppo umido, troppo secco. L'una patisce incomodo e trova ostacolo e ingombro nel crescere, nello stendersi; l'altra non trova dove appoggiarsi, o si affatica e stenta per arrivarvi.
In tutto il giardino tu non trovi una pianticella sola in istato di sanità perfetta. Qua un ramicello è rotto o dal vento o dal suo proprio peso; là un zeffiretto va stracciando un fiore, vola con un brano, un filamento, una foglia, una parte viva di questa o quella pianta, staccata e strappata via.




Intanto tu strazi le erbe co' tuoi passi; le stritoli, le ammacchi, ne spremi il sangue, le rompi, le uccidi. Quella donzelletta sensibile e gentile, va dolcemente sterpando e infrangendo steli. Il giardiniere va saggiamente troncando, tagliando membra sensibili, colle unghie, col ferro.

Certamente queste piante vivono; alcune perché le loro infermità non sono mortali, altre perché ancora con malattie mortali, le piante, e gli animali altresì, possono durare a vivere qualche poco di tempo. Lo spettacolo di tanta copia di vita all'entrare in questo giardino ci rallegra l'anima, e di qui è che questo ci pare essere un soggiorno di gioia. Ma in verità questa vita è trista e infelice, ogni giardino è quasi un vasto ospitale (luogo ben più deplorabile che un cemeterio), e se questi esseri sentono, o vogliamo dire, sentissero, certo è che il non essere sarebbe per loro assai meglio che l'essere. "


Non gli uomini solamente, ma il genere umano fu e sarà sempre infelice di necessità. Non il genere umano solamente ma tutti gli animali. Non gli animali soltanto ma tutti gli altri esseri al loro modo. Non gl'individui, ma le specie, i generi, i regni, i globi, i sistemi, i mondi.


G.Leopardi

[il giardino della sofferenza.]

10 ottobre 2010

08 ottobre 2010

Non dar retta ai tuoi occhi.

" Il vostro corpo non è altro che il vostro pensiero, una forma del vostro pensiero,
visibile, concreta. "






" Spezzate le catene che imprigionano il pensiero,
e anche il vostro corpo sarà libero.
Puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo.
Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già.
allora imparerai come si vola. "


- Egli imparò a volare,
e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare.
Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia
a rendere così breve la vita di un gabbiano -



Richard. Bach.
[... al gabbiano che vive nel profondo di noi tutti.]


07 ottobre 2010

Tu [non] ridi. o teschio vuoto.

Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è.
Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre qualcuno. Mentre un uomo, un uomo così in genere, può non essere nessuno.




O vuoto cranio umano.

"Tu nulla forse m 'avresti insegnato
quando un cervel chiudevi ed un pensier;
ora m 'insegni a ridere del fato,
e a vivere la vita - unico ver.
Ho comprato una maschera di cera,
che un volto finge di donna gentil
E allora dal mio tavolin vicino
un bel canto d 'amore io comporrò;
e quindi a te, facendo un grave inchino,
al lume de la Luna il leggerò.
Tu certamente non me 'l loderai,
e allora io ti dirò con molto ardor:
"Bella fanciulla, che lode non dài,
lodi io non voglio, ma voglio il tuo cor"
Ma in questo caso, è noto,
val sí il tacere; ed io cadrò al tuo piè,
e ti dirò... Tu ridi, o teschio vuoto
che sciocca vita! io rido al par di te"


L. Pirandello
[Uno, nessuno, centomila. La Maschera.]

06 ottobre 2010

Hollywood sul Tevere.











"E' nella testa tutto qua.
comunque resta tutto qua.
E' nella testa restano le meglio stelle
solo le meglio che dà"


05 ottobre 2010

Bliss.





La tua libertà prende forma in modo naturale.
Dammi tutta la pace e la gioia della tua mente.
Adesso non mi accontenterò di meno.
I want the peace and joy in your mind.